La birra artigianale e il suo futuro. La trasformazione di UnionBirrai.

Siamo contenti che il nostro primo articolo dedicato alla birra sia proprio su un cambiamento che questo mondo sta vivendo, almeno sulla carta, da poco più di una settimana grazie all’annuncio della trasformazione istituzionale di UnionBirrai, associazione di riferimento per operatori e appassionati del settore.

Un cambiamento che promette importanti rivoluzioni nel futuro fino ad arrivare, speriamo, a una riorganizzazione e gestione del settore più definita che possa premiare i produttori di qualità.

Dopo 20 anni di lavoro come associazione culturale, UnionBirrai si è trasformata in associazione di categoria con l’obiettivo di essere ancora più d’aiuto ai piccoli birrifici che si trovano spesso in una nebbia burocratica ed economica a cui lo Stato non ha saputo mai rispondere in maniera decisiva.

Noi infatti vediamo questa versione 2.0 e il suo approccio più manageriale come una grande possibilità per le aziende che, associandosi, potranno essere supportate a livello politico e sindacale in maniera più incisiva, oltre che a livello di marketing e comunicazione grazie ad attività comuni più efficaci.

Indipendenza, dimensioni ridotte, non pastorizzazione e non microfiltrazione le parole d’ordine per birrifici e birre. Quella che a noi sembra più importante è sicuramente la prima, credendo nell’indipendenza dai grandi poteri economici come fattore indispensabile per un corretto equilibrio di mercato e una corretta concorrenza.

Speriamo che i cambiamenti che vedremo pinta dopo pinta miglioreranno un mercato che negli ultimi anni ha visto un affollamento particolarmente aggressivo.
Si sono moltiplicati i birrifici improvvisati e molti investimenti economici si sono rivelati in poco tempo non così ragionati, perché spesso non legati alla creazione di prodotti di qualità, ma all’approfittarsi di un consumatore molte volte non “educato” (no, la doppio malto non esiste!).

Come in tutto il mondo food&beverage però, il cliente è sempre più preparato e non accetta una bassa qualità o un approccio superficiale. Per fortuna di tutti noi che amiamo la birra artigianale di qualità, ma sopratutto per tutti quegli operatori che lavorano per un’educazione e una crescita generale del settore, e non solo per interessi economici personali o per cavalcare un fenomeno.

Vivremo il futuro di questo settore con una birra in mano, sempre curiosi di trovare idee nuove espresse nel bicchiere. Da apprezzare e condividere.

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